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Conti dormienti di un defunto: la guida CONSAP completa (e l'errore dell'anno che inganna tutti)

Guida pratica · aggiornata ad agosto 2026 · tempo di lettura: 10 minuti

C'è un registro pubblico, gratuito e aperto a tutti, dove si può cercare se un familiare ha lasciato conti, libretti o depositi "dormienti", cioè trasferiti a un fondo dello Stato dopo anni di inattività. Lo gestisce CONSAP, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.

Eppure moltissime persone lo consultano, leggono "nessun risultato" e chiudono la pagina convinte che non ci sia nulla. Spesso si sbagliano. Non per colpa loro: per come è fatto il modulo di ricerca. Questa guida spiega come funziona davvero il registro, qual è l'errore che inganna quasi tutti, e cosa fare se trovi qualcosa.

Cosa sono i rapporti dormienti

Un conto corrente, un libretto o un deposito diventa "dormiente" quando resta senza movimenti e senza contatti del titolare per 10 anni. A quel punto la banca o l'ufficio postale, dopo aver tentato di avvisare il titolare, versa le somme a un fondo pubblico istituito dalla legge 266/2005: il Fondo dei rapporti dormienti.

I soldi non spariscono: il titolare — o i suoi eredi — può chiederne il rimborso a CONSAP, con una domanda gratuita. Ma c'è un termine: 10 anni dall'anno in cui le somme sono state trasferite al Fondo (l'"anno di devoluzione"). Dopo, la prescrizione estingue il diritto.

Le due finestre da tenere a mente: 10 anni di inattività per diventare dormiente, poi altri 10 anni per chiedere il rimborso al Fondo. Un conto abbandonato nel 2004 può essere stato devoluto nel 2014, con termine per il rimborso nel 2024. Ecco perché conviene verificare presto.

Perché riguarda soprattutto gli eredi

Il titolare di un conto attivo riceve estratti conto e comunicazioni: difficilmente lo dimentica. I rapporti dormienti nascono quasi sempre da situazioni familiari: un conto aperto in un'altra città e mai chiuso, un libretto di risparmio degli anni Novanta, un deposito cointestato con un parente mancato, somme di cui il titolare non ha mai parlato ai figli. Alla sua morte, nessuno sa che esistono. Sono esattamente i casi per cui il registro pubblico è stato creato.

Come si consulta il registro (e dove si sbaglia)

Il registro si consulta online, sul sito di CONSAP dedicato ai rapporti dormienti. Si inseriscono cognome e nome del titolare e si avvia la ricerca. Sembra semplice. I problemi cominciano subito.

L'errore dell'anno: il campo che quasi tutti compilano male

Il modulo contiene un campo chiamato "Anno conto", un menu a tendina con gli anni dal 2008 in poi. Non è un filtro facoltativo: è il campo che decide cosa vedi. La ricerca restituisce solo i rapporti devoluti al Fondo in quell'anno specifico. Chi lo lascia com'è, o sceglie un anno a caso, ottiene "nessun risultato" e conclude che non ci sia niente.

Il punto decisivo è questo: l'anno di devoluzione è un dato che un familiare non può conoscere. È l'anno — interno al rapporto tra la banca e il Fondo — in cui le somme sono state trasferite: dipende da quando il conto è diventato inattivo, non da quando è stato aperto né dal decesso del titolare. Non c'è modo di indovinarlo.

La conseguenza pratica: per una verifica seria bisogna ripetere la stessa ricerca per ogni anno disponibile, dal 2008 a oggi — circa 19 interrogazioni separate — e leggere i risultati di ciascuna. È qui che il fai-da-te, legittimo e gratuito, di solito si ferma: alla terza o quarta ricerca la maggior parte delle persone rinuncia, con la sensazione — sbagliata — di aver già controllato.

Gli altri tre ostacoli che nessuno racconta

  • I risultati arrivano a pagine di 50 righe. Con un cognome diffuso, un solo anno può restituire centinaia di righe distribuite su molte pagine: vanno sfogliate tutte, per ogni anno, o si perde ciò che sta oltre la prima schermata.
  • La ricerca "prende" anche altri cognomi. Il registro confronta il testo in modo ampio: cercando un cognome compaiono anche cognomi che lo contengono. Serve poi il riscontro con data e luogo di nascita per capire quali righe riguardano davvero il tuo familiare — e quali sono semplici omonimi.
  • Le varianti del nome sfuggono. Nel registro le persone compaiono come le aveva registrate la banca: con il secondo nome, con l'iniziale puntata, con il cognome del marito ("in", "ved.") per le donne coniugate, a volte con nome e cognome invertiti. Se provi una sola forma, puoi non vedere la riga giusta.

Ho trovato una riga che potrebbe essere il mio familiare: e adesso?

Prima di tutto, verifica l'identità: data e luogo di nascita devono corrispondere. Un cognome uguale non è una prova, soprattutto se diffuso. Poi il percorso è questo:

  • 1. Chiedi l'attestazione all'intermediario. La banca o l'ufficio postale indicato nella riga deve rilasciare l'attestazione di avvenuta devoluzione al Fondo: è il documento cardine della domanda. Va richiesta per iscritto, meglio se via PEC o raccomandata.
  • 2. Prepara i documenti da erede. Certificato di morte, dichiarazione di successione, atto notorio o dichiarazione sostitutiva, documenti d'identità, e — se gli eredi sono più di uno — deleghe con firme autenticate.
  • 3. Presenta la domanda a CONSAP. È gratuita e si presenta con la modulistica ufficiale. L'eventuale rimborso viene accreditato direttamente sul conto dell'erede: diffida di chiunque proponga di "incassare per te".

I tempi dipendono soprattutto dall'attestazione dell'intermediario e dalla completezza dei documenti: una pratica ben preparata evita richieste di integrazione che allungano di mesi.

Cosa il registro CONSAP non contiene

Una verifica onesta dice anche cosa non si sta verificando. Nel registro non trovi:

  • I conti ancora attivi o inattivi da meno di 10 anni: per quelli, gli eredi possono chiedere l'elenco dei rapporti del defunto all'Anagrafe dei rapporti finanziari tramite l'Agenzia delle Entrate. È la fonte più completa per i decessi recenti.
  • Le polizze vita dormienti: seguono un canale separato, la ricerca tramite ANIA, gratuita per i potenziali beneficiari.
  • I buoni postali prescritti: per i buoni vale la regola dei 10 anni dalla scadenza del buono, spiegata nella guida dedicata. Un buono prescritto, purtroppo, non rientra dalla finestra CONSAP.

Un decesso recente, in particolare, è il caso in cui il registro CONSAP dà quasi sempre esito negativo per costruzione: i conti del defunto non hanno ancora avuto il tempo di diventare dormienti. Lì la strada giusta è l'Anagrafe dei rapporti finanziari, non CONSAP.

Domande frequenti

La ricerca sul registro è davvero gratuita?

Sì, completamente: consultazione e domanda di rimborso sono gratuite, e puoi fare tutto da solo. Qualsiasi servizio a pagamento — incluso il nostro — deve dirtelo chiaramente: ciò che si acquista è il tempo e la completezza della verifica, non un accesso privilegiato.

Quanto tempo richiede una verifica completa fatta da soli?

Circa 19 ricerche, ciascuna con le sue pagine di risultati da sfogliare, ripetute per le varianti del nome rilevanti. Con un cognome raro può bastare un pomeriggio paziente; con un cognome diffuso diventano ore di lavoro metodico, da documentare per non perdere il filo.

Nel registro ho trovato un omonimo: come lo escludo?

Con data e luogo di nascita, che compaiono nelle righe del registro. Se non corrispondono, la riga non è del tuo familiare. Se corrispondono ma l'intermediario ti è ignoto, vale comunque la pena chiedere l'attestazione: i conti dimenticati stanno spesso in banche di cui la famiglia non sapeva nulla.

C'è una scadenza per la domanda di rimborso?

Sì: 10 anni dall'anno di devoluzione. Nel dubbio, prima verifichi, meglio è: ogni anno che passa può far scadere definitivamente qualche rapporto.

In sintesi

  • Il registro CONSAP è pubblico e gratuito, ma una sola ricerca non dice quasi nulla: il campo dell'anno mostra solo i rapporti devoluti in quell'anno.
  • L'anno di devoluzione non è conoscibile in anticipo: la verifica completa richiede ~19 interrogazioni, più le varianti del nome, più il controllo di tutte le pagine di risultati.
  • Un esito positivo va confermato con data e luogo di nascita, poi: attestazione dell'intermediario, documenti da erede, domanda gratuita a CONSAP.
  • Esito negativo su CONSAP non significa "non c'è nulla": per i decessi recenti la fonte giusta è l'Anagrafe dei rapporti finanziari; per le polizze vita, ANIA.

Se preferisci non passare ore sul registro, facciamo noi la verifica completa: ogni anno dal 2008 a oggi, varianti del nome incluse, con un report chiaro entro 48 ore che documenta anche l'esito negativo. La ricerca resta gratuita per chi la fa da solo: noi vendiamo completezza, tempo e zero errori.

Avvia la verifica — 49 €

Questa guida ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale o fiscale. Il registro dei rapporti dormienti è gestito da CONSAP S.p.A.; questo sito è un servizio indipendente e non è affiliato a CONSAP.